Posto qua le fanfiction, Buona lettura!
Koyuki-Now She Smiles Me-Scia scarlatta, di gusto soave. La sua dolcezza pervade il pensiero, libidine che solo essa può regalare al cuore ormai spento, incitata dalla bramosia dello stesso che oramai pulsa per il semplice bisogno di non decedere. Come si può solo rendere il corpo in modo che venga detto "vivo", come può non indugiare per le marmoree labbra, scivolare strisciante sul lungomare del lago della gioia ormai lontana....? Come poter esistere senza aver una volta mai vissuto....?Il sangue. Dolce visione, la sua. Come i miei occhi ne colgono il fluire da corpi morenti, ne rinascono, rubando la vita di coloro che soffrono. Il sangue....Il mio è un pensiero che mai mi è parso insano alla mente, mio irrefrenabile desiderio di morte, ansioso che il tatto ne percepisca la divina consistenza imperlare le mie mani, stillando dai dolori della comune umanità. Ne ho sempre tratto una sorta di gioia....Potrebbe essere definita "piacere"....Piacere di assistere alla morte di una vita. Ed è sempre stato piacevole....sapere di esserne l'arteficie.
E così è sempre stato.
Cosa è cambiato, ora? Cosa è diverso...?
La mia brama di potere non s'è mai saputa estinguere, la fiamma che divampa nel mio animo, desiderosa di conquista....ancora arde nel profano luogo chiamato cuore. Riesco tutt'ora a percepirla...
Ecco. Esso è diverso. Quel flebile e vano organo, da quando può variare i suoi battiti? Da quando è solo lui capace di pulsare a proprio piacimento? E perché mai è libero di provare quell'orrida pietà, sentimento così nauseante....Quando ha iniziato a provarla?
Certo....Quella ragazzina....Quella piccola maledetta umana deve aver nuovamente sorriso....Quel sorriso infame...Pare quasi si diverta a regalarlo a chicchessia.
La piccola umana...
Sempre lei. Lei...che sorride, traditrice al gelo, poiché rischia di scioglierlo.
Ma davvero ciò mi preoccupa...?
Destino beffardo...
Io, che deridevo mio padre e quel suo dichiarato amore per una donna, un'umana, ora mi ritrovo a dar ragione a quel pensiero.
In che modo lei cambiò il mio semplicemente esistere in un vero e proprio vivere...?
Lei....Lei. Lei, umana. Lei, bambina. Lei, che sorrideva...
Lei...nient'altro che lei. Solo quella creatura meritevole di grazie superiori a quante io gliene possa riservare.
Ma lei sembra felice. Lei sorride.
Domandandole di andarsene, cosa risponde?
Non risponde, lei. Lei sorride. La testa è scossa. I crini cangianti rilucono all'alba.
Ma gli occhi sì, essi rispondono. Sempre, ogni giorno, parlan per lei. Ma non temono....
Cosa è dunque cambiato d'allora....?
Bramo il potere come l'ho sempre desiderato in vita mia. Il gelo nei miei occhi non ha mai lottato per disciogliersi. E il mio sprezzo nei confronti della vita non ha mai incrociato ostacoli tangibili nel suo percorso sanguinario.
Cosa è diverso, ora....?
Che adesso lei mi sorride.Regina Rohain-ANIMA SMERALDO-
Custodiscilo, hai detto.
Proteggilo.
Un giorno tornerò.
E così io ho fatto, e sto facendo.
Nell’attesa del tuo ritorno, lo veglio, giorno e notte.
Lo proteggo dal freddo.
Lo riparo dalla pioggia e dalla neve.
Filtro per lui il sole splendente dell’estate.
Con il mio corpo rigido, di fibra e filamenti, ho creato una coperta che lo sostiene e lo culla, come un bambino.
Il vento gioca con i miei capelli, alti nel cielo.
Da secoli sono in questo bosco, e osservo ogni cosa.
Io ero piccolo arbusto quando intorno non c’erano che erba, sassi e fiori.
Ogni mia foglia è ora occhio che guarda.
Scruta.
Osserva.
Cerca.
Ogni insetto che cammina sul mio corpo mi porta voci di terre lontane, paure remote, amori infiniti che corrono attraverso il tempo.
Ti ho odiato quando mi hai trafitto.
Ho provato un dolore lancinante, quando la tua freccia ha perforato la mia pelle spessa e si è conficcata nel mio corpo.
Hai provocato una ferita che nessuna resina potrà chiudere.
Una cicatrice che la tua razza chiamerà eterna.
Ma non avevi altra scelta.
Stavi morendo.
E non volevi perderlo.
Chi dice che alberi ed umani non possono comprendersi?
Io ti ho compresa.
Conosco il sentimento che chiamate amore.
Amo i miei figli, come voi i vostri.
Amo la pioggia che lava via la polvere dalle mie foglie, che disseta le mie radici.
Amo il sussurro del vento lassù in alto, che portava i petali dei miei fiori lontano lontano.
Ora non ho più fiori.
La tua freccia, trafiggendomi ed imponendomi la tua forza, mi ha costretto a rinunciarvi.
Ora sono una Custode.
Per troppo amore hai ucciso la tua vita, e ti sei lasciata morire.
Ma prima, mi hai chiesto di proteggerlo al posto tuo.
Ed ecco, qualcosa è accaduto.
Dal margine del bosco sento arrivare dei passi.
Ti sento.
La tua forza è la stessa di allora, ma nel tuo passo c’è meno grazia.
Riconosco la tua anima, ora.
Sei inseguita, braccata.
Non vuoi morire, non di nuovo.
Non questa volta.
Anche lui ti sente.
Si sveglia.
La tua forza è tale che indebolisce il sigillo che gli hai imposto solo con la tua vicinanza.
E per non morire lo liberi.
Il mio compito è finito.
Bentornata, Sacerdotessa.
SaraIl mio segreto...
Il sole è ormai calato da un bel pò.
Nel cielo non si vedono alro che tanti puntini luminosi e un bellissimo spicchio di luna.
Siamo tutti stanchi, e abbiamo deciso di accamparci nei pressi di un fiume, per poter riposare e ripartire immediamente domani appena sorge il sole.
Come ogni sera, dai il sacco a pelo a Sango e tu ti accoccoli nel tuo insieme al piccolo Shippou.Forse non lo sai, ma a volte sono geloso di quel mostriciattolo...
Lui è piccolo, e tu lo tieni sempre stretto a te...si! Sono proprio geloso!
Miroku mi fa un pò di compagnia, restando sveglio, ma poi preso dalla stanchezza del viaggio si addormenta accanto al fuoco.
Vi faccio di guardia ancora per un pò, ma poi il sonno prende il sopravvento.
Ormai state dormendo tutti e posso finalmente riposare anch'io.
Chiudo gli occhi speranzoso di dormire, ma non ci riesco.
Sento qualcuno piangere...come da tante sere ormai.
Apro gli occhi e ti vedo singhiozzare e inizio a sentire l'odore di calde lacrime scendere dai tui occhi.
Stavolta te lo chiedo. Non ce la faccio a sentirti piangere ogni sera. Quando lo fai, il primo a soffrire sono io.
Tiro un grosso respiro e te lo chiedo.
"Kagome...perchè stai piangendo?"
Ti sussurro per non svegliare gli altri
"Io?Non sto piangendo..."
Mi menti...
Perchè devi sempre mentirmi?
Perchè non mi dici cosa sta succendendo dentro di te?
La colpa è solo mia, se ormai piangi tutte le sere, vero Kagome?
La colpa è solo di quel sentimento che provo ancora verso Kikyo...Ormai me ne sono reso conto...Ti faccio soffrire da tanto.
Ti alzi all'improvviso e mi dici che vai a fare un giro, io ti seguo per paura che ti possa acadere qualcosa.
Il tempo passa.
Nessuno dei due apre bocca.
Ci sediamo sulla riva del fiume.
Io rimango ad osservare le stelle e tu il riflesso della luna nell'acqua fresca.
Sei triste e me ne rendo subito conto quando lo sei.
Credi che stia pensando a lei...credi che stia pensando a Kikyo, ma diversamente da come credi tu, sto pensando a te Kagome.
A come ti renda la vita un inferno.Da quant'è che sei innamorata di me?Da quanto?Io me ne sono accorto da poco che provi questo sentimento per me.
Mi dispiace Kagome.
Mi dispiace davvero tanto di farti soffrire.
Tu mi ami con tutto il cuore e di questo te ne sono grato.Ma non ti sono grato solo per questo...
Ti sono grato anche perchè tu mi sei sempre vicina nei momenti difficili, perchè sai piangere per me, perchè ti preoccupi per me, perchè sei stata l'unica dopo mia madre ad accettarmi per quello che sono...
Tutte queste parole vorrei dirtele.
Posso sembrare un tipo arrogante e sfacciato, ma in fondo in fondo sono un timidone.
Mi viene difficile esprimere i miei veri sentimenti.
Verso di te provo un incredibile senzo di protezione.
Ai miei occhi sembri un piccolo esserino indifeso che ha bisogno di essere protetto. Ma in realtà sono io il piccolo esserino indifeso.
Perchè?
Perchè ho paura di dirti quello che provo...
Il mio non è solo un affetto fraterno, questo lo provavo agli inizi del nostro viaggio.
Ma poi l'affetto fraterno si è trasformato in volerti un incredibile bene e senzo di protezione.
Ogni volta che combattiamo ho paura per la tua incolumità, ho paura di perderti...esatto!Di perderti...perchè senza di te non sono nessuno...nessuno...
Quando tu sei nella tua epoca, non resisto più di due secondi, vorrei correre a prenderti e riportarti qui da me!
Io provo qualcose verso di te Kagome...qualcosa che si spinge oltre quello che provo per Kikyo...lei mi voleva cambiare, mi voleva far diventare un essere umano, ma tu invece no...tu mi vuoi per quello che sono, un mezzo demone!
E questo mi da un'incredibile gioia.
Verso di te, provo qualcosa di molto profondo, qualcosa che tu non puoi immaginare, oppure che non credi io possa provare verso di te.
Ma siccome io sono un baka, mi tengo tutto dentro facendoti soffrire e facendoti piangere ogni sera.
Ti guardo, una lacrima solca le tue rosee guance.
Io l'asciugo con una mano e poi ti tiro a me.
Tu ti addormenti beatamente riscaldata dalle mie braccia. Mi stendo sul manto erboso e ti sistemo sul mio petto.
Come batte forte...sta battendo terribilmente forte...il mio cuore...
La tua vicinanza mi scuote l'animo e il mio cuore vuole uscire da qui, dove adesso sei appoggiata tu.
Lo potresti sentire, potresti sentire il mio battito...ma siccome sei addormentata non ti accorgi di nulla.
In questo modo...il mio segreto non verrà svelato ancora per parecchio tempo...
Non sai qual'è il mio segreto?Lo vorresti sapere?
E' quello che provi tu per me...è quello che non riesco a dirti...è quello che vorresti che io ti esprimessi...
"Ti Amo..."
KrekkaMmmh, ma cos'è questo rumore? Mi giro dall'altra parte, pizzico il lenzuolo con le dita e mi abbandono nuovamente sul cuscino. Ah, che tepore stupendo, quanto mi è mancata questa sensazione di comodità e quiete...-Kagome, Kagome!- qualcuno mi scuote ed improvvisamente percepisco un soffio gelido attraverso i miei vestiti leggeri, mi raggomitolo su me stessa, realizzando che la soffice coperta non è più su di me.
Schiudo appena gli occhi come gatta guardinga ed ingannatrice, ma i miei invece non sono falsi e malvagi, solo tanto, tanto stanchi.
Balbetto -Ma…mamma- la luce mi abbaglia, intravedo la sua sagoma, poi i contorni da sfocati divengono nitidi e marcati, ha indosso un tailleur rosa che non conosco, deve averlo acquistato durante la mia lunga assenza.
-Su, in piedi mia cara o farai tardi a scuola!- si china a raccogliere il tappo di una penna, dunque afferrata la stilografica glielo infila, per poi riporla nel primo cassetto della scrivania insieme alle altre.
-Yawn, buongiorno! Ma scusa, che ore sono?- dopo essermi stiracchiata,mi siedo e nell'infilarmi pigra i calzini noto che Buyo è sgusciato fuori da sotto il letto. -Che domanda è mai questa tesoro, manca già mezz'ora all'inizio delle lezioni. Non hai sentito la sveglia? Accarezza il gatto che si è accoccolato sotto la finestra al sole...
Ecco svelato il mistero: era stata la sveglia dunque a turbare il mio sonno, devo averla spenta senza pensarci.
Sì decisamente: l'oggetto è riverso sul comodino ed emette un ticchettio soffocato.
La mamma ormai è uscita da un po' ed io, messa l'uniforme, inserisco il quaderno di algebra e gli appunti prestatimi da Ayumi nello zaino.
-Sorellina!!! La colazione è pronta scendi subito!- esco dalla stanza con quello sulle spalle, chiudo la porta e mi porto in direzione della voce.
-Eccomi! Arrivo, arrivo Sota!- In cucina intanto il nonno, come al solito, sta leggendo il giornale e commentando i fatti giornalieri più particolari ed impensabili di tutto il Giappone -Senti, senti Kagome... dicono che in una cittadina a una quarantina di chilometri da qui sia stato ritrovato il corpo di un samurai, vissuto nell'epoca Sengoku, in ottimo stato di conservazione, ah è proprio incredibile non trovi?-
Presa la giacca dall'attaccapanni ed inghiottito in fretta un paio di biscotti -Phi nonnoph depphiphamente straordinario, ci vediamo per pranzo!-, attraverso la piazza antistante il tempio e mi precipito di corsa giù dall'imponente scalinata, percorro il marciapiede fino alle sbarre abbassate del passaggio a livello col fiatone.
Attendo che passi la metropolitana, intanto penso: è da tre settimane ormai che non torno a scuola, chissà che cosa avranno immaginato i miei compagni e soprattutto che cosa gli avrà raccontato che avevo preso il mio caro nonnino!
La volta scorsa ero convinta che avesse finito l'elenco di tutte le malattie esistenti non mortali, invece ero finita per scoprire che non solo era riuscito a trovarne di rarissime, ma si era dilettato anche ad inventarne alcune.
Puff, ecco: ancora cento metri e sono arrivata…Oh no, la campanella!!! Questo significa che devo ricominciare a correre!
Sono sul punto di aprire la porta quando all'improvviso una voce mi interrompe nel mio intento -Ehi Higurashi! Rieccoti finalmente a scuola, ti senti meglio? Mi avevano detto che non riuscivi a superare la convalescenza dal beri-beri della scorsa settimana... ah, è poi guarita la caviglia dal colpo della mondina?-
Stupita rispondo -Il colpo di che?- Eccomi accontentata sono venuta a conoscenza della nuova trovata del nonno ed ora sono orgogliosa di presentarvi signori e signore il nuovissimo male che ha colpito Kagome Higurashi...il colpo della mondina!!!
-Oh, sì ora sono completamente guarita... Grazie per l'interessamento Hojo kun! Però ora devo proprio andare, sono molto in ritardo-
Con un gran sorriso in volto appoggia la bicicletta alla rastrelliera.
-Ok arrivederci, magari ci vediamo un giorno al cinema?- ed io senza pensarci -Sì, si, può darsi... ciao!-
Ed infine davanti a me la mia classe, spalanco la porta e mi ritrovo di fronte ai compagni che si voltano e mi scrutano come se non mi conoscessero.
-Salve a tutti ragazzi sono di nuovo qui! Ma che sono quelle facce cupe? Cosa è successo?- probabilmente ora mi odiano: “ecco quella che sta sempre a casa malata e con questa scusa non studia mai...”.
Dato che non ricevo alcuna risposta mi dirigo verso il mio banco, gli poggio accanto lo zaino e Ayumi mi rivolge la parola -Kagome, non immaginavo che tu saresti tornata così presto dalla convalescenza: un paio di giorni fa avevo telefonato a casa tua per sapere quando potevo passare a riprendere il quaderno che ti avevo prestato e mi era stato riferito che eri gravemente ammalata e contagiosa...- davvero straordinario,così sono riusciti ancora a coprire l'intero periodo che ho trascorso lontano da casa, alla ricerca dei frammenti della sfera dei quattro spiriti.
Ma poveretta: ha un'espressione così dispiaciuta e quasi colpevole,devo tirarle su il morale.
-Non preoccuparti: ora sono nel pieno delle forze ed ho anche portato gli appunti che ti servivano!- glieli porgo facendole l'occhiolino.
-Scusami tanto, ti avrei avvertito, ma davvero non pensavo di trovarti qui oggi, proprio oggi che...-
D’improvviso il brusio di sottofondo si spegne, lei non pronuncia più una sillaba.
-Ohairo ragazzi ! Tutti voi sapete bene che oggi ci sarà il test più impegnativo e decisivo per il passaggio alle scuole superiori: un tema che dovrà sviluppare in maniera coerente ed esaustiva la traccia da me assegnata. Ora la scriverò alla lavagna.-
Amore: un sentimento che trascende il tempo.
Nel passato come ai giorni nostri una relazione che resiste alle difficoltà, superando differenze etniche, geografiche, politiche e religiose...
Individui pronti a lasciare patria, dire addio per sempre alla famiglia, umiliarsi e morire addirittura in nome del proprio affetto reciproco.
Rifletti, riportando le tue personali considerazioni, e riassumi l’episodio affrontato in classe che è stato citato sotto.
Dal mito giapponese:
Tsukiko e Tayoumi, l’isola di Shinju sajou
*È ciò che leggo presa da terrore e smarrimento: non ne sapevo nulla... Maledizione! Come faccio? Come faccio?!? La vista si offusca,una timida calda lacrima bagna la mia guancia, non la freno ed essa cade pesante sul foglio consegnatomi...
Kagome qui è in gioco il tuo futuro! Ora devi impegnarti e fare del tuo meglio, non permettere che il panico abbia il sopravvento sulle altre emozioni.
In fondo hai affrontato pericoli ben più grandi, anche se accanto a lui sembrava tutto semplice.
Osservo quello stesso cielo azzurro al di là del vetro, come vorrei averlo vicino adesso…
Non faccio altro che pensarci e senza accorgermene le parole cominciano scorrere rapide fuori dalla penna. Il suo ricordo ha tolto il peso che frenava la mia lingua, ora sono libera e so esattamente cosa dire e come farlo...
La lancetta dell’orologio non si ferma, è inesorabile.
Finalmente rileggo tutto.*
Kagome Igurashi
3^ classe
Svolgimento
Amore: affetto intenso, sentimento di profonda tenerezza devozione.
Vivo interesse, desiderio, passione nei confronti di qualcuno.
Inclinazione forte ed esclusiva per una persona, fondata sull'istinto sessuale, che si manifesta come desiderio fisico e piacere dell'unione affettiva.
Questa è la definizione che ne dà il vocabolario, di fronte a ciò a chiunque si accosti a leggere quel lemma il termine appare chiaro e ben esplicato.
Nulla di più falso.
Non esiste un solo, unico affetto, ma tante tipologie che hanno alle spalle altrettante storie e vicende.
Si ama in molteplici forme ed io anche se da semplice ed inesperta studentessa delle scuole medie sento il dovere in questo tema di raccontarne alcune, quelle che ho conosciuto vivendo da spettatrice e non solo...
Come si ama?
C’è chi vuole bene e non chiede di essere ricambiato e che se viene offeso, con i suoi sentimenti calpestati malgrado tutto continua incessantemente ed instancabilmente a donarsi per l’altro fino alla fine della vita, disposto anche a sacrificarla, in virtù di quel evanescente barlume di speranza che possiede da sempre nel cuore.
Esiste l'uomo che adora le donne di per sé, che non riesce a resistere alla tentazione del fascino femminile, egli fa soffrire rendendovi la prima vittima di gelosia. Ma quando è il momento adatto sa dimostrarvi con mille dolci raffinate parole o un gesto gentile quanto siate importante per lui, che siete diversa davvero da tutte le altre.
Poi viene la ragazza con lo spirito guerriero: sebbene sia capace di affrontare innumerevoli ostacoli, non riesce a fare lo stesso nei confronti del suo innamorato: aggredisce il mondo con artigli ed occhi infuocati, intanto sorveglia dentro la sua armatura il desiderio e lo sottrae alla vista dei passanti di questo tempo.
Quante volte vi sarete imbattuti invece in un bambino vivace divenuto improvvisamente tranquillo e taciturno, aveva forse scoperto che alla compagna di giochi teneva più che ad un'amica. E scosso e turbato, tutto d'un tratto si trovava a riflettere, si sentiva parte del mondo adulto fonte di tante fantasie, ripeteva di sapere cos'era amare.
A volte si passa l'intera vita stregati e poi all'improvviso non si riesce far altro che odiare, odiare sempre più quella persona, senza o con un motivo non importa: è incredibile quanto sia sottile il confine che divide queste due intense emozioni...
Conosco bene invece una ragazza che c'è caduta senza accorgersene, mentre giorno per giorno stava accanto a lui sia che si trattasse di difficoltà da affrontare che di felicità da condividere.
Le è accaduto di non comprendere le proprie reazioni e le sue stesse emozioni, quasi mentiva all'anima quando non riusciva a credere a come aveva agito e a che cosa stava pensando allora: si sentiva sola, totalmente sola... Perché lui pareva non vedere ciò che a fatica ella rivelava ogni momento.
Qualcuno infine pensa che ciò costituisca solamente una fonte di debolezza, non si rende conto che invece è proprio la forza che lo fa andare avanti. Egli per orgoglio assume un atteggiamento irritante, superbo e addirittura sprezzante, incosciente almeno in parte di recare fanno a sé stesso e ai suoi compagni. Però se conoscerete una persona che sia tale, accettatela per quello che è, non per quello che vuole dimostrare di essere, scoprirete che egli non ha altro che timore a frenarlo...
*Che stupida: ho scritto fanno al posto di danno! Faccio scorrere la cerniera dell’astuccio in cerca del correttore quando le mie dita incontrano un fiore: quello che mi avevi dato timidamente allora... Quando le tre labbra tremanti non erano riuscite a proferir parola, mentre mi porgevi il bocciolo che avevo ammirato lungo stesa al sole, lassù sull’ albero dov'eri seduto.
Ah, Inuyasha ancora qualche ora e tornerò da te.*
Cos'è dunque l'amore?
Amore è un'eterna illusione che può ferire, amore è non riuscire a dormire la notte per stare svegli a fantasticare su di voi, amore è agire troppo, amore è non agire affatto, amore è provarsi tanti discorsi e poi non riuscire a parlare, amore è guardare sotto una luce diversa tutto ciò che ti circonda, amore è scoprire un dettaglio nuovo che non avevi mai notato tra gli oggetti quotidiani, amore è piangere sotto la pioggia per non far vedere la tua tristezza, amore è ascoltare la voce del cielo, amore è commuoversi sfiorando un ricordo e sorridere di fronte ai sogni, è vivere nel passato e pensare al futuro, amore è essere pronti a fare ciò che non avresti mai immaginato: anche se richiedesse di abbandonare ogni cosa per seguirlo...
Deciso ad accettare ogni rinuncia, qualsiasi cosa pur di stare vicini.
Proprio come la dea della foresta Tsukiko cedette la propria immortalità per unirsi all'umano Tayoumi e trascorrere con lui tutta la vita. Il marinaio era arrivato sull'isola in seguito ad un naufragio e dopo lungo vagare, in una notte di luna piena, raggiunse le sponde del lago Kawari e lì vide la dea che faceva il bagno.
Subito si rese conto di trovarsi al cospetto di un essere splendido e straordinario, l'antico poema del sommo Urashi sama recita: “Brillavano i capelli color del cielo della divina signora, ogni goccia traboccava della luce che traeva dal puro profondo cuore, ella rifletteva la pelle di perla e fiore sullo specchio immutabile della riva, immobile... Vento d'oriente portava aroma di stelle e d'incenso.
Ed ecco il sospiro traditore dell'innamorato, Tsukiko la venerabile volse lo sguardo allo straniero, scrutando la sua anima timorosa, in ammirazione, ma essa nascondeva solo bontà... E sostando nei suoi pensieri conobbe il suo passato e tentò di leggerne l'avvenire, ma nella mente di Tayoumi non trovò speranze o desideri, e più e più volte s'interrogò se nulla avrebbe mai potuto sprigionare la fulgida scintilla per attizzare il focolare della passione per la vita.
Decise che avrebbe aiutato l'uomo nella ricerca della sua stella guida in terra, per quanto dal fato le fosse stato concesso.
Tayoumi dall'alta scogliera, mosse appena le labbra arse dal sale, vide nel frusciare degli alberi subito svanire, così come gli era apparsa Tsukiko la fugace. Ordunque tornò alla spiaggia delle conchiglie argentate e là attese paziente all'alba, la dea quando il sole rovente toccò le fronde rigogliose lo raggiunse e lo destò con brezza marina e fiori, il giovane fu condotto attraverso quella magica terra mentre la creatura lo ammaestrava.” La stupenda fanciulla spiegò all’uomo ogni segreto di quella terra incontaminata, quali fossero le erbe medicinali e dove trovarle, percorse insieme a questo le strade più rette ed esplorò le spelonche più occulte.
Finché un giorno, mentre la bianca sabbia carezzava i soffici piedi della divina signora, una conchiglia ebbe l'ardire di ferirla e il sangue venne bagnato dalla fresca spuma del mare, in quel momento Tayoumi accorse in suo aiuto a curarla e la dea venne colpita dagli occhi di quello.
Alzatasi subito, correndo si allontanò: pianse per la prima volta, poiché la sua anima limpida e gelida era stata cambiata da amore, aveva appreso cosa provava il naufrago e non aveva davvero idea di come comportarsi.
Poi ogni dubbio svanì, rinunciò ad un’esistenza immortale e rimase al fianco di Tayoumi fino alla fine dei suoi giorni.
Dopo che l’isola venne occupata da un popolo nobile di cuore e al tempo in cui gli abitanti vivevano floridi e in concordia, giunse un gruppo di pirati che fece razzia dei villaggi e sterminò la popolazione.
In quelle circostanze Tsukiko morì tragicamente nel tentativo di salvare la figlioletta Xia.
Da allora le spoglie di queste riposano nella loro antica dimora, si narra sorvegliate dallo spirito di Tayoumi, e Shinjou Sayou riemerge dalle acque ogni eclisse di luna.
*Fortuna che Sango e Miroku mi avevano raccontato questa leggenda la scorsa settimana: come avrei fatto senza di loro?*
L’episodio appena descritto dimostra quanto l’amore trascenda dall’apparenza, dalla provenienza, dalla natura delle persone.
Non si vive diversamente l’affetto se uno appartiene ad una determinata razza, religione o si trova in un particolare luogo, di certo in alcuni casi questi possono costituire degli ostacoli, ma se quello che si prova è vero…
Come diceva un film che ho visto tempo fa: “L’amore ci porta oltre le montagne più alte, dove volano le aquile…”, permette di superare tutti questi problemi , con sofferenza magari, afflitti da dubbi, ma pur sempre fiduciosi di rincontrarsi nonostante quei chilometri, *quel tempo*,quegli usi, quelle persone che vi tengono separati. E siete disposti a fare ogni cosa purchè questo avvenga, e quando ciò accade tutte quelle sofferenze, quelle fatiche non sembrano state vane.
*Driiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiin!!! Il tempo è scaduto, consegno i miei fogli ordinatamente ed esco senza parlare. Ho solo una cosa in mente e nessuno mi fermerà: sei tu Inuyasha!!! Arrivo…*
Ti ritrovo appoggiato con la schiena al pozzo, sembra che il tempo si sia fermato di fronte alle tue iridi brillanti, ti copro gli occhi chiusi con le mani-Chi sono?-, arricci il naso come per fiutare il mio odore.
-Eh no, così non vale!!!-Tolgo i miei palmi, ti volti ed in un secondo ti ritrovi stretto come non mai tra le mie braccia, scandisci con voce dolce il mio nome…-Ka…go…me-
Un bacio ci avvolge: siamo finalmente insieme!